UN MALEDETTO POETA

La Musa Malata

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Poeta Maledetto

sono un'ombra che danza alla luce fioca dei candelabri

Amo

i miei sogni, il sorriso di un bambino, la notte stellata, il mistero

Odio

la falsità, il tradimento, la guerra, la morte, la violenza

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La mia musica

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mercoledì, 18 novembre 2009

LA STATUA

LA STATUA

Vorrei alzare un monumento
con tutti i miei dolori raffigurati
gli incubi e la mia follia
Sarebbe di marmo nero
maestoso, elevato verso il cielo
un mucchio di carne putrefatta
opera di alta macelleria
Sopra la montagna di teschi
alta più di cinque metri
una croce piantata:
la mia tomba
Aggiungerò tutti i miei peccati
l’ accidia sarà il primo menzionato
Un giorno un albatro verrà
a posarsi su quell’ agglomerato
di mali immondi, sporco altare
all’altra luce dipinta di buio
Ci sarà un corvo a razzolare
fra i rifiuti della mia anima
un’anima che ormai non ho più
Per i cani randagi sarò
banchetto e paradiso
e il mio fiore reciso profumerà
d’ oltretomba, di albe ormai
dimenticate
Fiore malato
il mondo non ha saputo amarti
e ti ha calpestato
Adesso sono diventato
un monumento all’ orrore
alla decadenza della materia
la fine di tutte le cose
Non rido, non piango
la mia statua non ha occhi
non ha bocca, non ha mani
Solo la sete d’ amore
quella bastarda, riesce a torturare
anche i corpi inanimati e senza vita
Scende una pioggia gelida
a bagnarmi la faccia,
dando l’ illusione delle lacrime.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 11:07
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venerdì, 06 novembre 2009

SE CHIUDO GLI OCCHI

SE CHIUDO GLI OCCHI

Se chiudo gli occhi
e mi guardo dentro,
vedo il buio
della mia anima persa.
Sono l' oblìo,
non chiedermi di ricordare.
Sono il tuo sogno
più intimo e segreto,
uno di quei sogni
che odiano il risveglio.
Seppelliscimi come un cane
tra mani ghiacciate.
Stanotte sognerò il tuo sorriso
e neanche l' Angelo della Morte
potrà svegliarmi.
Vicino alla mia dimora
vi è un lago incantato
che pone in grembo
un mesto Lume.
Quel lago
rilutta la mia immagine,
ma la contiene
insieme a tutte le effigi
incorporee dei morti.
Mi rimanda ai tuoi occhi,
dolci come la neve a primavera
e misteriosi come la notte.
Ho voglia di stringerti,
di perpetrare con te
l' antico rito dell' amore.
Le mie mani stanche
procedono a fatica
su questa carta
ed ora ti devo lasciare.
La notte mi chiama
e ti chiama.
Io sono qui.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 16:36
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lunedì, 02 novembre 2009

IL TUO NOME 2

IL TUO NOME

Stanotte salirò sulla collina
e griderò al vento il tuo nome
Urlerò così forte
che mi scoppieranno i polmoni
e il mio corpo rimarrà senza vita
Lì su quell' altura
le mie ossa si consumeranno
e il tuo nome diverrà polvere
trasportata dal vento
Ovunque tu sarai, il vento ti raggiungerà
e ti sentirai chiamare per nome.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 18:14
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sabato, 31 ottobre 2009

sconforto

MESSAGGIO DI SCONFORTO

E' tutto buio
un pozzo nero
senza uscita

è inutile sperare
non c' è tempo
di fuggire

Sono curvo
piegato dalla noia
avvinghiato alla vita

come un naufrago
alla sua isola di sofferenza
persa nell' oceano

Sono solo
con la Morte assassina
senza amici

Vi porto
il mio messaggio di sconforto.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 12:28
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giovedì, 01 ottobre 2009

DGGF

VOGLIO RIPOSARE

Più mi guardo indietro e più mi accorgo
Che questa vita è sprecata
Cosa ho vissuto in fondo: niente!
Potrei cancellare tutto
E nessuno se ne accorgerebbe...
Neanche io me ne accorgerei
E allora perchè continuare a vivere
Questa vita che vita non è?
Meglio porre fine questa farsa...
Che cali il sipario!
Ora voglio riposare.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 21:27
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mercoledì, 23 settembre 2009

COLD

HO FREDDO

Ho freddo, è così difficile anche trovare
qualcosa da dire o da tacere
Con le labbra screpolate attendo
una lacrima che porti sollievo
alla mia anima devastata
Tu eri pioggia per me sul cuore arido
ove germogliò una rosa
Ma la primavera è soltanto un' illusione
alzo il capo e vedo il cielo grigio
E i fiori sono tutti appassiti
gli uccelli non cantano più
Solo il vento urla in questo immenso deserto
e mastico la cenere
dell' amore che ho bruciato
insieme a te.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 06:25
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giovedì, 10 settembre 2009

SEPTEMBER

SETTEMBRE

Guarda le stagioni
come mutano
e i colori, e senti i profumi
del nuovo mese

Quante estati
abbiamo vissuto, quanti respiri
affannosi nel petto

Settembre mi porta
ricordi lontani di baci
profumati di pioggia

Quanta poesia in una vita
quante parole bruciate al vento
quanti battiti può fare un cuore

Eppure è tutto inutile
una strada da percorrere
già segnata

Rimane la sofferenza immensa
di un intera esistenza
passata a rincorrere le foglie
secche, cadute dagli alberi
che ormai sono spogli

Ma ora il ciclo si chiude.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 19:21
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giovedì, 27 agosto 2009

SCRITTO SULLA PIETRA

SCRITTO SULLA PIETRA

Mi sembrò di sentire lo spezzarsi delle mie ossa
La mia voce esausta disse le ultime parole
Le braccia stanche, la pelle corrosa
Versate sulla mia bara il sacro vino
E portatemi una musica soave
Affinchè la sentano anche i granelli di polvere
Che sormontano la mia tomba e il freddo marmo
Dalla mia vita è germogliata una rosa
Poi venne la pioggia, e il vento che soffia
L'inverno che porta l'oblìo sulle cose
Ricordatemi giovane, quando le mie braccia
Erano forti ali con cui volare
E il mio cuore sapeva ancora amare
Ora sono qui da solo, come uno che si è perso
E non trova più la via di casa, sono triste
Le mie ali sono chiuse in questa buia cripta
L' inverno suona per me la sua mesta sinfonia.

 


poetamaledetto0 ha scritto alle 03:56
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venerdì, 31 luglio 2009

AMORE E MORTE

AMORE E MORTE

Ho pianto con te, schiacciato dal cinismo del mondo
Ti ho stretta, ho sentito i tuoi brividi
Sono sprofondato con te nell'abisso del desiderio
Ora sono solo ed esausto, lo sguardo triste
Le mani giunte come in una preghiera al Nulla
La speranza è morta, il fiume che scorreva in me
Ora è inquinato e senza vita
L'Amore si è frantumato in mille pezzi
Ha lasciato soltanto macerie e dolore dietro di sè
Lasciatemi in pace, maledetti ricordi, smettete di torturarmi
Io ti amerò per sempre, lo so, non posso fuggire
E' scritto nel libro della mia vita che ti amerò per sempre
Addìo, mio angelo, mio sogno incompiuto, addìo
Alimento il mio sonno con alcool e pasticche, aiuto l'oblìo
Vedo l'Amore morire, e piango, piango senza lacrime
Passano i minuti, i mesi, gli anni, e oltre, fino alla fine del tempo
E quel pugnale piantato nel cuore quasi ha smesso di farmi male
La mia mente e il mio corpo sono appassiti
Come i fiori di un campo che non riceve più acqua dal cielo
Sto per lasciare questo mondo
Solo la tua fioca luce non riesce a svanire
Gli anni come macigni son caduti sul mio cuore
Lo hanno spento, e ormai il pensiero di te
E' l'unica cosa che ancora mi rende vivo
Fino all'ultimo respiro.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 00:48
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giovedì, 16 luglio 2009

COND

ULTIME PAROLE

Oggi il cielo è grigio
e il gelo penetra nelle ossa...
guarda: c' è un uomo laggiù
che cammina per la via ombrosa
dei ricordi, quell' uomo che vedi
barcollare per strada
ubriaco delle proprie lacrime
sono io che avanzo lento
per la via che conduce al nulla

Ora l' uomo nero si ferma
c' è un cancello e il vento
lo fa cigolare...si gira
per dare un ultimo sguardo
alla vita, e fa l' amara scoperta:
non c' è mai stata vita
ma solo delusione
dolore, disperazione

Lì dentro si sente un bisbiglio
di voci spettrali e lamenti
di anime lacerate dalla morte
La figura volta le spalle
al sentiero nebbioso e freddo
e dimentica tutto...
apre la porta del cimitero
e pronuncia l' ultima frase
prima del silenzio:
"io non muoio...
io non ho mai vissuto".

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 06:39
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mercoledì, 01 luglio 2009

CONDAMN

CONDANNA

Sento bruciare dentro di me
il ricordo del tuo viso spento
Straziato dal dolore
mi appoggio ad una pietra e scrivo
Una neve candida, irreale
silenziosa scende su di me
e desidero il gelo, la fine di questa vita
Ora i miei occhi sono oscurati
come erano i tuoi l'ultimo giorno
E non sento la mancanza della Luce
non desidero più l'Amore
non m'importa più di niente
è giusto così, è quel che mi merito
L’inverno mi prende con sè
ha costruito per me una tomba di ghiaccio
E la mia anima deturpata dove andrà?
Se anche la prossima vita sarà come questa
allora meglio la morte dell'anima.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 13:33
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mercoledì, 24 giugno 2009

LA CANZONE DI AENGUS IL VAGABONDO

LA CANZONE DI AENGUS IL VAGABONDO (Yeats)

Fu così che al bosco andai
Che un fuoco in capo mi sentivo
Un ramo di nocciolo io tagliai
Ed una bacca appesi al filo
Bianche falene vennero volando
E poi le stelle luccicando
La bacca nella corrente lanciai
E pescai una piccola trota d'argento

Quando a terra l'ebbi posata
Per ravvivare il fuoco assopito
Qualcosa si mosse all'improvviso
E col mio nome mi chiamò
Una fanciulla era divenuta
Fiori di melo nei capelli
Per nome mi chiamò e svanì
Nello splendore dell'aria

Sono invecchiato vagabondando
Per vallate e per colline
Ma saprò alla fine dove è andata
La bacerò e la prenderò per mano
Cammineremo tra l'erba variegata
Sino alla fine dei tempi coglieremo
Le mele d'argento della luna
Le mele d'oro del sole.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 00:16
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In: i grandi antichi


giovedì, 18 giugno 2009

MI STO PIEGANDO

MI STO PIEGANDO

Mi sto piegando
sotto il peso della vita

Mi sto spegnendo
come candela esaurita
Sto morendo

Chiudimi gli occhi
fammi sentire
le mani vellutate
le mani amate

Voglio sentirti viva
mentre mi addormento
sentire che ciò che amo
ancora c' è
Vivi anche per me

Vedo la mia vita
scorrermi d' innanzi
ora tutto è passato
consumo gli ultimi avanzi

Metti le tue mani
su questi occhi stanchi
non sai quanto mi manchi

Rendi più dolce
il mio ingresso nell' ombra.


poetamaledetto0 ha scritto alle 08:08
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mercoledì, 10 giugno 2009

BLACK HEART

CANTO DEL NERO CUORE

Canto del nero cuore
che batte flebile nel mio petto
come un orologio che fa fatica
e pian piano rallenta fino a fermarsi,
mentre il tempo continua ad avanzare
inarrestabile immensa mietitrice

Canto di questo amore oscuro
vituperato da ingrate parole
che ormai non vede più la luce,
e di quest' anima arsa di terra spoglia
frantumata in piccole zolle
che si lacera al passare dell' aratro

Canto del silenzio senza fine
rotto solo dai tuoni di tempesta,
placida quiete intanto s' avvicina
(preludio del mio futuro impegno:
ascoltare il silenzio della morte).

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 06:34
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lunedì, 01 giugno 2009

SADNESS

TUTTO INUTILE

Dio
Che cosa hai fatto?
Hai creato un mondo inutile, senza valori
Dove i miei desideri più profondi
si scontrano con la vita
Si smontano tutte le mie illusioni
al contatto con la realtà
La morale non esiste più
Non c'è più nulla...
Guardatevi intorno,
è tutto uguale, uniformato
Non c' è più amore, nè princìpi
E' questo il triste destino che mi aspetta:
vivere in un mondo che non mi appartiene
desiderando per tutta la vita
cose che non ci sono più.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 12:21
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In: poesia, alienazione


giovedì, 14 maggio 2009

VISO2

IL POETA

Il poeta si addormenta
al mattino
annegato nei suoi silenzi
e in un bicchiere d'assenzio

La sua Musa ubriaca
si è chiusa nella stanza
e ha dipinto sulla carta
violenti orgasmi di parole

Ma è arduo continuare a scrivere
in mezzo a tanti spietati avvoltoi
che sputano sentenze avverse

Tutti voi professori
laureati, presunti intellettuali
non sapete
quanto dolore nasconde
la poesia

Un giorno
in un cimitero lontano
una piccola mano porrà un fiore
sulla tomba del poeta

C’ è una frase
scritta su quella pietra
bagnata dalla pioggia:

“La mia anima
la troverete
all' Inferno.”


poetamaledetto0 ha scritto alle 06:58
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In: poesia, diario, alienazione


martedì, 05 maggio 2009

WIND BLOWING

IL VENTO

Il sibilo acuto del vento
fa tremare i cuori
perché il vento quando soffia
non si ferma...
Alimenta tutti i fuochi
ogni amore si consuma
ogni cosa fugge
E rimango solo io, perché io
sono il vento.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 17:15
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mercoledì, 22 aprile 2009

STO SCOMPARENDO

VOGLIO SCOMPARIRE

Voglio scomparire
smaterializzarmi
spegnere questo fuoco
che mi brucia dentro
e ha ridotto la mia anima in cenere

Polvere alla polvere
sangue al sangue
mi dissolvo

Vorrei essere già morto
per non dovermi preoccupare
della sepoltura

La terra mi accoglie
come una madre pietosa
le larve festeggiano

Dolce odore di humus...
divento parte del substrato
dal mio cuore spunta
un fungo velenoso

Mi trasformo in liquame
che scivola fra le foglie morte
fino agli stagni
dove saltano i rospi

Voglio sgretolarmi
come roccia erosa

Sto scomparendo.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 21:25
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sabato, 04 aprile 2009

THE CONQUEROR WORM

IL VERME CONQUISTATORE (Edgar Allan Poe)

Guardate! È una notte di gala
dopo questi ultimi anni desolati!
Una moltitudine d'angeli alati, ornati
di veli, immersi nelle lacrime,
è assisa in un teatro, per vedere
un dramma di speranze e di timori,
mentre l'orchestra sospira a intervalli
la musica delle Sfere.

Alcuni mimi, fatti a immagine dell'altissimo Iddio,
brontolano e borbottano a bassa voce
e volteggiano da un lato all'altro;
povere marionette che vanno e vengono
al comando di vasti esseri senza forma,
che trasportano la scena qua e là,
scuotendo con le loro ali di Condor
l'invisibile Infelicità!

Questo dramma variopinto certamente
non sarà dimenticato!
Col suo fantasma inseguito eternamente
da una folla che non può afferrarlo
lungo un cerchio che ritorna sempre
su se stesso, esattamente allo stesso punto!
E molto la Follia, e ancora più il Peccato
e l'Orrore sono l'anima dell'intreccio!

Ma, guardate! attraverso la calca dei mimi
una forma strisciante s'avanza,
una cosa rossa di sangue, che viene
torcendosi dalla parte solitaria della scena!
Essa si torce! Essa si torce! Con angosce mortali
e mimi diventano il suo pasto;
e i serafini singhiozzano vedendo i denti del verme
masticare grumi di sangue umano.

Tutte le luci si spengono: tutte, tutte!
E sopra ogni forma rabbrividente
il sipario, vasto drappo mortuario,
discende con la violenza d'una tempesta;
e gli angeli, tutti pallidi e smorti,
levandosi e svelandosi, affermano
che questo spettacolo è una tragedia che si chiama « L'uomo »
in cui il vincitore è il « Verme Conquistatore ».

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 19:52
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martedì, 10 marzo 2009

CANDLE

ODE ALL'ANGELO NOTTURNO

Lo sai, anch' io a volte ho paura del buio,
perchè nell' oscurità rinascono i miei fantasmi
Tante e tante notti senza te hanno generato
un vuoto immenso dentro me...
non avevo te, mio angelo, la tua luce,
e il mio cuore si spegneva, ogni giorno di più
Le parole che nascevano in me
le lasciavo soffocare nella mia gola,
mi sentivo male, pensavo di morire
E' quasi notte, mentre la mia penna
solca la carta ingiallita di un vecchio block notes
Ora però la tenebra non mi fa paura
perchè so che fra poco sarai qui
per darmi il tuo calore quando la notte diventa fredda
Accenderò una candela quando te ne sarai andata
e non mi sentirò così solo...
vedrò la tua anima nella fiamma della candela,
mi aiuterà a superare le mie paure
A volte ho pregato il dio dell' Inferno
di prendersi questa mia anima sofferente
ma poi ho resistito, perchè ancora
una lieve speranza brillava nel mio cuore:
incontrare te, dolce angelo della notte
che ti privi della tua aura immortale
per venire da me e toccarmi le mani
Solo tu puoi salvarmi dalla dannazione eterna.


poetamaledetto0 ha scritto alle 21:21
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venerdì, 20 febbraio 2009

IN MORTE DI UN FIORE

IN MORTE DI UN FIORE

Sfiorire, perché?

Un giorno mi allontana
dal ricordo della tua immagine
o fiore di campo

Un anno, un mese,
un minuto, il niente
e hai piegato lo stelo

China il capo il fiore
all' ombra della notte
al pianto della pioggia
al sibilo del vento

Un uomo passa e il fior raccoglie
lo strappa alla sua terra
madre di tutti i fiori

Chi porta i fiori al cimitero dei fiori
li coltiva con le sue lacrime

Da lacrime amare
nascon fiori malati
e i fiori morti ricresceranno
i fiori verdi della steppa
i fiori rossi della guerra,
lasciate i fiori nella terra.

 

poetamaledetto0 ha scritto alle 17:18
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